Il diesel ha sfondato quota 2,2 euro al litro, la benzina viaggia sopra i 2 euro e il Governo risponde prolungando di altri due giorni lo sconto sulle accise. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha firmato il decreto che estende fino al 26 agosto il taglio di 17 centesimi sul gasolio – un taglio che grava sui bilanci pubblici (da marzo a oggi per oltre 2 miliardi di euro, che potevano essere spesi in modo molto più efficiente). Sull’urgenza di tassare gli extraprofitti fossili, invece, l’iniziativa dell’Esecutivo resta per adesso confinata ai tavoli europei, mentre l’opposizione incalza.
I rincari sono ormai evidenti sui tabelloni: secondo i dati del ministero delle Imprese e del made in Italy, il prezzo medio del diesel ha raggiunto 2,203 euro al litro, mentre quello della benzina è salito a 2,087 euro. Il decreto approvato il 4 agosto prevedeva inizialmente la fine dello sconto sul gasolio per il 24 agosto; era poi arrivato l’annuncio di una proroga al 25, seguito dal nuovo rinvio al 26.
Mentre continua con le misure tampone, l’Italia ha aderito all’iniziativa europea promossa dal ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil (Spd) per tassare i maggiori utili ottenuti dalle compagnie petrolifere grazie alla guerra in Iran. I ministri di Germania, Italia, Portogallo, Spagna, Austria e Polonia hanno inviato una lettera al ministro delle Finanze irlandese, dato che l’Irlanda detiene la presidenza del Consiglio dell’Ue: i sei Governi riconoscono che gli interventi adottati finora non sono riusciti a ridurre o stabilizzare permanentemente i prezzi per cittadini e imprese. Chiedono quindi un quadro normativo europeo capace di far contribuire chi trae profitto dalla crisi alla riduzione dei costi sostenuti dal resto della popolazione.













