Fino al 25 agosto resta in vigore il taglio di 17 centesimi sull’accisa che grava sul gasolio, che in base alle ultime quotazioni ufficiali in modalità self oggi era in vendita a 2,092 euro/litro (contro 2,097 del 5 agosto). Per prorogare a partire da domani questo sconto, che vale anche in questa occasione solo per il diesel, il governo ha stanziato in tutto 245 milioni di euro, coperti in larghissima parte con tagli ai ministeri. «Non erano molto contenti» aveva commentato martedì sera il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aggiungendo un «poi vedremo», facendo intendere che quello chiesto ai vari ministri potrebbe essere una sorta di prestito ponte che poi col prossimo assestamento di bilancio verrebbe rimborsato. Ma in concreto su chi ricadono i nuovi tagli alla spesa? Stando al decreto legge pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale è proprio il ministero dell'Economia quello che contribuisce di più (anche perché governa la fetta maggiore della spesa pubblica) allo sconto sulle accise che si fa carico di più della metà dei costi dell’operazione. In tutto ai ministeri viene chiesto un contributo di 232,3 milioni, poi sfruttando l‘extragettito Iva di luglio si coprirà la quota residua: dal bilancio del ministero dell'Economia e delle Finanze verranno prelevati 125 milioni di euro, 14,5 dal ministero delle Imprese e del made in Italy con 14,5 milioni, 14 dagli Esteri, 11,6 dal ministero del Lavoro, 11,3 dal ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica, 11 dal ministero della Salute. E ancora il ministero dell'Università e della Ricerca ha contribuito con 9,8 milioni, il ministero dell'Interno con circa 8,1 milioni, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con circa 7,3 milioni, il ministero dell'Agricoltura con 5,5 milioni, il ministero del Turismo con 5 milioni, il ministero della Cultura con 4 milioni, il ministero dell'Istruzione con 3 milioni ed infine il ministero della Giustizia con 2,15 milioni di euro. «Il portafoglio è stato aperto. Ognuno ha contribuito per fare sì che il caro carburante impattasse il meno possibile sulle famiglie e sulle imprese, ognuno di noi, come sempre in modo orizzontale, fa la propria parte – aveva commentato in conferenza stampa la ministra dell’Università Anna Maria Bernini - Vedremo...ci stiamo tenendo allertati, vedremo quali tabelle e con quale intensità il taglio ha inciso su noi ma la causa è ottima e faremo come sempre la nostra parte. Il governo non ha mai aumentato le accise ma le ha sempre abbassate». Per fare il punto della situazione, intanto, al ministero delle Imprese si è svolto un nuovo incontro della Commissione di Allerta rapida di sorveglianza dei prezzi. «Nel corso del confronto è stato illustrato il lavoro di monitoraggio svolto dalla Commissione in un delicato contesto di incertezza internazionale, con particolare attenzione ai principali ambiti strategici – è scritto in una nota -. Sono stati analizzati gli effetti della riduzione fiscale sul gasolio introdotta a fine luglio, rilevando un progressivo adeguamento dei listini da parte della rete distributiva. È stato inoltre approfondito il regime speciale di controllo che consente al Garante di segnalare alla Guardia di finanza gli impianti caratterizzati da potenziali anomalie di prezzo, al fine di attivare verifiche mirate lungo l’intera filiera e prevenire eventuali fenomeni speculativi». Particolare attenzione è stata poi riservata anche alle ripercussioni sulle filiere produttive, con il monitoraggio del gasolio agricolo, dei fertilizzanti e dei noli marittimi. «In tale ambito – è stato poi spiegato -sono state rilevate pressioni rialziste sul gasolio agricolo e sui noli delle petroliere, legate ai rischi geopolitici, mentre le quotazioni internazionali dei fertilizzanti a base di urea hanno mantenuto una sostanziale stabilità».
Taglio delle accise sul gasolio, ecco i ministeri che versano di più
Pubblicato il decreto che proroga sino al 25 agosto lo sconto di 17 centesimi sul diesel. Su 232,2 milioni Giorgetti ne versa 125, 14,5 Urso, 14 Tajani, 11,6 C…










