di Robert e Nadia McConnell (co-fondatori della Fondazione USA-Ucraina)

Articolo originale pubblicato sul sito Kyiv Independent e tradotto per gentile concessione della testata. In questo articolo Robert e Nadia McConnell, co-fondatori della Fondazione USA-Ucraina, raccontano i dubbi dell'Amministrazione Bush sulla riuscita del referendum per lasciare l'Unione Sovietica e come grazie alla straordinaria mobilitazione della società civile l'Ucraina è riuscita a conquistare la sua indipendenza. Per sostenere il Kyiv Independent è possibile donare e diventare membro della loro community tramite questa pagina.

Né gli Stati Uniti né alcun altro paese riconobbero l’indipendenza ucraina quando, il 24 agosto 1991, la Verkhovna Rada (il Parlamento ucraino) approvò l’Atto di Dichiarazione di Indipendenza dell’Ucraina.

È un fatto che vale la pena ricordare. Perché? Perché l’approvazione della Dichiarazione rifletteva un calcolo condiviso tra il Rukh (il movimento democratico ucraino, da non confondere con il partito politico nato in seguito) e i membri comunisti che costituivano la maggioranza della Rada: il Rukh voleva la legittimità politica offerta da un voto popolare, mentre i comunisti cercavano una via d’uscita nel caso in cui i venti politici a Mosca fossero cambiati nei mesi successivi.