A Kyiv la Coalizione dei volenterosi discute garanzie di sicurezza e presenza multinazionale, mentre Zelensky presenta un possibile schema negoziale (e l’Europa rafforza il sostegno militare all’Ucraina)

Il trentacinquesimo anniversario dell’indipendenza ucraina è stata l’occasione per trasformare una ricorrenza in un appuntamento politico. Nella capitale ucraina si è riunita infatti la Coalizione dei volenterosi, che con la leadership di Kyiv discuterà di garanzie di sicurezza e di un dispositivo multinazionale destinato a sostenere l’Ucraina dopo un eventuale cessate il fuoco.

La riunione è copresieduta dal primo ministro britannico Andy Burnham (al suo debutto internazionale dopo l’arrivo a Downing Street), dal presidente francese Emmanuel Macron e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, in formato ibrido, con una parte delle delegazioni presente di persona e il resto in videoconferenza. A Kyiv sono arrivati anche il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, la presidente moldava Maia Sandu, il presidente estone Alar Karis e il premier lussemburghese Luc Frieden, mentre l’Italia interviene in videocollegamento con Giorgia Meloni. Assenti gli Stati Uniti, un dato che pesa quanto le presenze poiché implica de facto la responsabilità europea sul capitolo garanzie.