di
Marta Serafini
Il discorso del leader ucraino tra le crepe e stanchezza
«Gli ucraini non saranno ciottoli sotto i piedi di zar e governanti. Gli ucraini non si sottometteranno. Gli ucraini non saranno merce di scambio nelle dispute tra capitali. Gli ucraini non si sottometteranno a ciò in cui non credono. E di certo non rinunceranno al loro sogno. Sogno di vivere, sogno di vivere in modo indipendente». Prova a risollevare l’umore del Paese Zelensky durante la cerimonia per il 35° anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina.
Mentre le campanelle di Santa Sofia tintinnano alle sue spalle, piange e si commuove la piazza quando il presidente chiede un selfie ad un veterano rimasto senza gambe. E piangono le vedove e gli orfani mente ritirano le medaglie dei loro caduti in battaglia.











