Vladimir Putin è rimasto "ancorato al passato" e continua a immaginare l'Ucraina come un attore sottomesso, da riportare nell'orbita di Mosca: è l'accusa che Volodymyr Zelensky ha rivolto al Cremlino nel discorso per il 35esimo anniversario dell'indipendenza, di fronte alla cattedrale di San Michele a Kiev. "Non uno spettatore, ma un attore. Non una vittima, ma un guerriero", ha replicato il presidente ucraino descrivendo il proprio Paese, ormai da tempo un'altra cosa rispetto a quella che il capo del Cremlino si ostina a raccontare.Il punto politico più netto riguarda il Donbass, con l'Ucraina che non consegnerà alla Russia i territori della regione di Donetsk che restano sotto il suo controllo, ha ribadito Zelensky, chiudendo di fatto la porta all'ipotesi di cessioni territoriali come prezzo per una tregua. Agli alleati il presidente ha chiesto invece strumenti sufficienti a costringere Mosca ad accettare un cessate il fuoco, ricordando che il Paese ha ormai sviluppato capacità proprie per abbattere la grande maggioranza dei droni Shahed e che si sta lavorando a soluzioni analoghe contro i missili balistici, rispetto ai quali l'Ucraina resta vulnerabile per la cronica carenza di intercettori.La ricorrenza cade in una giornata densa anche sul piano diplomatico, con il vertice dei Volenterosi al via in video collegamento dalla capitale ucraina, presieduto da Francia, Germania e Gran Bretagna, e con l'arrivo a Kiev del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che parteciperà sia alle celebrazioni sia alla riunione della Coalizione dei volenterosi. "Orgoglioso di essere qui in un giorno così significativo, che sottolinea il supporto incrollabile dell'Ue", ha scritto Costa, definendo l'Ucraina "una nazione libera e coraggiosa" e la sua lotta "anche la nostra lotta", per poi chiudere con un augurio di buon giorno dell'indipendenza in ucraino, in un post condiviso su X.A pesare, in controluce, è però l’assenza degli inviati americani Jared Kushner e Steve Witkoff, un forfait che fotografa meglio di qualsiasi dichiarazione lo stallo nei rapporti tra Kiev e Washington sul negoziato di pace.Sul terreno concreto, l'annuncio più rilevante arriva da Bruxelles: la Commissione europea ha approvato nuovi appalti nel settore della difesa per un valore di 6,1 miliardi di euro, destinati a sistemi di difesa aerea e antimissile, missili, munizioni e radar. Il finanziamento fa parte del Prestito di sostegno all'Ucraina (Uasl) da 90 miliardi e si aggiunge ai 16 miliardi di piani di appalto già approvati, di cui 8,35 miliardi effettivamente erogati; dal 2022 l'Ue e i suoi Stati membri hanno fornito a Kiev un sostegno complessivo pari a 220,2 miliardi di euro, inclusi 3,8 miliardi provenienti dai proventi dei beni russi congelati. "Nel giorno dell'Indipendenza dell'Ucraina, l'Europa dimostra che il suo sostegno è incrollabile e concreto", ha scritto Ursula von der Leyen sui suoi canali social, annunciando che Bruxelles sta intensificando l'impegno per aiutare l'Ucraina "a proteggere il suo popolo e a difendere i suoi cieli" e assicurando che l'Europa fornirà a Kiev ciò di cui ha bisogno, quando ne avrà bisogno.Un rafforzamento che arriva in una fase delicatissima: solo a luglio si contano 376 attacchi missilistici russi, l'assenza di Patriot ha permesso a Mosca di infliggere danni senza precedenti all'industria bellica ucraina e le brigate del Cremlino hanno avviato l'attacco finale contro le ultime roccaforti del Donbass. Esattamente quelle che, nel giorno dell'indipendenza, Zelensky ha detto che non verranno cedute.