La diga creata dalle rocce crollate martedì non regge più. L’acqua fusa del ghiacciaio la sta riempiendo da tre giorni e ora ha iniziato a esondare. Era un’eventualità prevista, che aveva fatto procedere i soccorritori fino a ieri con molta cautela. Stanotte però è arrivato l’invito ad allontanarsi dal fondovalle, dopo che il livello del fiume Trishuli ha ripreso a crescere.
“Abbiamo ricevuto informazioni sul nuovo crollo di una diga sul versante tibetano", è il comunicato emanato dalla polizia. “Si invitano tutte le forze dell'ordine, i soccorritori e il pubblico impegnato nelle operazioni di soccorso e assistenza a rimanere in allerta e a spostarsi immediatamente in un luogo sicuro”.
In un'immagine del satellite Eso Sentinel, la montagna prima e dopo il crollo
Non solo il ghiacciaio era crollato martedì mattina dal Langtang Lirung, una vetta di 7mila metri al confine tra Nepal e Tibet, aveva spiegato spiega Mohd Farooq Azam, glaciologo dell’Istituto intergovernativo Icimod che riunisce i paesi dell’Himalaya, Cina inclusa. “A cedere è stata la roccia su cui poggiava il ghiaccio. In tutto sono precipitati a valle tra 100 e 200 milioni di metri cubi di materiale. I detriti hanno creato una diga che sta formando un lago pericoloso, ancora in espansione”.











