di Giulia Beneventi

In un territorio la cui economia si conferma a forte di lavoro dipendente e ad alta concentrazione di ceto medio, il reddito medio imponibile in provincia di Reggio sconta un rallentamento. Calcolato in 27.273 euro, stando al report pubblicato ieri dall’Istituto Ricerche Economiche Sociali (Ires) di Cgil regionale, quella reggiana rappresenta la crescita più debole dell’Emilia-Romagna (+15,5%), con una perdita di due posizioni a livello nazionale (dal 8° al 10° posto, superati da Modena). Il nostro territorio resta tuttavia caratterizzato dalla più alta concentrazione di ceto medio in regione (il 67,3% dei contribuenti dichiara tra i 15 e i 55 mila euro) e da un’elevata prevalenza di lavoro dipendente (circa il 60%).

Il comune capoluogo di Reggio, con 28.159 euro di reddito imponibile medio, si posiziona ugualmente al primo posto tra i comuni della regione per incidenza di lavoratori dipendenti (62,1% dei contribuenti). L’analisi si basa sulle dichiarazioni dei redditi effettuate nel 2025 relative all’anno di imposta 2024, in riferimento ai dati direttamente resi disponibili dal Dipartimento Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef).

Nel contesto regionale, la provincia di Reggio Emilia si conferma al quarto posto per reddito imponibile medio pro capite (preceduta da Bologna, Parma e Modena), mentre a livello nazionale occupa la decima posizione. Nel confronto con gli anni precedenti, il Reggiano evidenzia tuttavia un certo rallentamento: rispetto al 2019 ha perso due posizioni nella graduatoria nazionale (dove si trovava all’ottavo posto, venendo superata da Modena) e ha fatto registrare la crescita percentuale dei redditi più debole di tutta la regione nell’arco dei 5 anni (2019-2024), fermandosi al +15,5%.