Pubblicato il: 28/08/2026 – 6:59

di Giorgio Curcio

LAMEZIA TERME «A Santos è difficile lavorare». Poche parole, recuperate dagli investigatori brasiliani all’interno di un telefono, raccontano meglio di molte analisi come le grandi reti internazionali della cocaina siano capaci di cambiare rapidamente pelle e percorsi quando i controlli diventano troppo stringenti. A scriverle sarebbe stato Nicholas Charles Evangelista Lopes, personaggio già emerso nelle carte dell’inchiesta “Samba” della Dda di Torino e oggi indicato dalla Polícia Federal brasiliana come uno degli uomini che avrebbero garantito la continuità dei rapporti tra Primeiro Comando da Capital e ’ndrangheta. La frase compare nella nuova ricostruzione pubblicata dalla Folha de S.Paulo sulle trasformazioni delle rotte del narcotraffico brasiliano. Il porto di Santos, il più grande dell’America Latina e per anni uno degli snodi fondamentali per l’invio della cocaina verso l’Europa, è diventato sempre più sorvegliato: 17 scanner, circa 4.400 telecamere, droni e sistemi di rilevazione termica. Il risultato, secondo le indagini della Polícia Federal analizzate dal quotidiano brasiliano, è stato lo spostamento progressivo delle attività verso altri terminal lungo l’intera costa del Paese.