Pubblicato il: 30/07/2026 – 10:42
di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME Un traffico internazionale di cocaina da almeno 800 chili l’anno, con approdi nei principali mercati italiani e una rete capace di muoversi tra Sud America, Olanda, Spagna e Italia. È il racconto del collaboratore di giustizia Alessandro Maddaloni ad aprire uno degli squarci più significativi dell’inchiesta “New Age”, coordinata dalla Dda di Roma e confluita nell’ordinanza firmata dal gip Francesco Patrone. Il procedimento, scrive il giudice, è stato avviato proprio «a seguito di accuse molto precise» rese da Maddaloni agli investigatori. Al centro del suo racconto c’è un presunto giro internazionale di cocaina «pari ad almeno 800 kg» che ogni anno sarebbe arrivato in Italia, interessando anche il litorale settentrionale laziale. Una rete che, secondo la ricostruzione dell’accusa, sarebbe stata gestita da una donna di origine messicana residente in Olanda e avrebbe avuto come referente italiano un uomo indicato come “il Presidente”, poi identificato in Pavel Guarin Morales.
Il pentito e il giro degli 800 chili
Maddaloni viene sentito il 20 agosto e l’8 settembre 2025. Agli investigatori racconta di aver deciso di collaborare dopo un lungo periodo di detenzione: circa 17 anni in carcere e 5 ai domiciliari, per reati contro il patrimonio e legati al traffico di stupefacenti. Dice di conoscere in profondità la criminalità locale e soprattutto di essere pronto a riferire su «un giro di cocaina, pari ad almeno 800 kg, che ogni anno giunge nel territorio nazionale ed in particolare nei mercati della Brianza, Milano, Bologna, Roma e Napoli» e che, più di recente, avrebbe interessato anche le zone di Civitavecchia e Cerveteri. Il nome che torna nel racconto è quello di Roberto Tortoioli, conosciuto in carcere a Civitavecchia nel 2006. Maddaloni riferisce di aver approfondito il rapporto con lui tra il 2019 e il 2024, nel periodo in cui si trovava agli arresti e poi in detenzione domiciliare. In quella fase, secondo il suo racconto, Tortoioli gli avrebbe portato cocaina a casa sia per uso personale sia per la rivendita a terzi. Una cocaina, dice il collaboratore, di «ottima qualità» e a prezzi concorrenziali: circa 16mila euro al chilo, da rivendere a circa 18mila. Maddaloni racconta anche un episodio concreto: nell’estate del 2025 avrebbe consegnato un chilo di cocaina nella zona di Casetta Mattei, utilizzando un furgone affittato dal padre presso un’agenzia di Civitavecchia. La consegna, secondo quanto riportato nell’ordinanza, sarebbe avvenuta in un punto indicato da Tortoioli e dopo lo scambio di una parola d’ordine.







