Sono state cambiate le serrature di accesso e i radiocomandi dei cancelli automatici nello stabilimento barese di Brovedani. L’azienda friulana – che ha fabbriche anche nell’Est Europa e in Messico – ha rimosso le catene che dall’inizio di agosto bloccavano l’accesso, ma la nuova mossa non cambia di un millimetro le paure dei 44 dipendenti. I lavoratori – si legge in un comunicato di Fim e Fiom – sono accorsi sul posto dopo aver notato dei movimenti all’interno della struttura. E così “si sono accorti della presenza di un fabbro e di altri due dipendenti della sede centrale di Pordenone”. Oltre a questo “hanno notato che sono state spostate e portate all’interno delle nuove casse, forse utili a futuri prelievi”.

In sostanza, quindi, non cambia niente. Il fatto di aver rimosso le catene non modifica lo stato di agitazione dei dipendenti che continuano a non poter accedere all’azienda, che riaprirà i battenti il 7 settembre. Il lato positivo è che “alcuni rappresentati dei lavoratori sono riusciti a varcare la soglia dello stabilimento e hanno visto che all’interno è tutto fermo a come è stato lasciato all’inizio di agosto”. Questo è servito a calmare gli animi dei dipendenti che temevano attività di presa e spostamento di materiali e mezzi.