La Commissione europea osserva, dialoga, prende tempo e attende passivamente che Meta faccia la prima mossa. È questa la risposta, sconfortante, che emerge dalle dichiarazioni a seguito dello storico accordo transattivo da 16,7 miliardi di dollari raggiunto da Meta con i procuratori generali negli Stati Uniti. Di fronte a prove schiaccianti, ad ammissioni interne ormai incontestabili e a un pacchetto di rimedi concreti imposto dalla giustizia americana, l'Europa si ritrova ancora una volta rilegata nel ruolo inerme dello spettatore.
Meta e Google saranno responsabili della dipendenza da social dei bambini
LA STRATEGIA DEL DIALOGO INFINITO
Le dichiarazioni rilasciate durante il consueto briefing quotidiano con la stampa dal portavoce della Commissione europea, Thomas Regnier, suonano purtroppo come l'ennesimo manifesto dell'impotenza regolatoria di Bruxelles: «Posso confermare che, dall'accordo transattivo annunciato negli Stati Uniti abbiamo avuto degli scambi con Meta. Si tratta di un dialogo continuo che stiamo portando avanti per offrire almeno una protezione altrettanto valida ai nostri bambini». Un «dialogo continuo» che non indide su una piaga sociale ed educativa esplosa ormai da anni.










