Meta ha siglato uno storico accordo con gli Stati Uniti per chiudere il processo che la accusava di aver favorito la dipendenza da social negli utenti più giovani. L’azienda ora dovrà pagare circa 17 miliardi di dollari, pur continuando a non ammettere alcuna responsabilità diretta.

Meta ha raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per chiudere il processo federale che accusava Facebook e Instagram di essere stati progettati per creare dipendenza negli utenti più giovani, in particolare bambini e adolescenti. L'intesa prevede che l'azienda di Mark Zuckerberg paghi una multa storica – che potrebbe arrivare fino 17,1 miliardi di dollari – e si impegni ad apportare modifiche strutturali alle sue piattaforme.

Secondo quanto riportato dal New York Times, lo storico patteggiamento è stato raggiunto con 47 Stati, il Distretto di Columbia e i territori statunitensi e mette la parola fine anche al processo pilota che contrapponeva Meta a California, Colorado, Kentucky e New Jersey. Questi Stati chiedevano un risarcimento complessivo di circa 200 miliardi di dollari. Un elemento interessante da sottolineare è che Meta non ha comunque ammesso alcuna responsabilità. Con questo agreement la società punta a chiudere definitivamente la partita per evitare il rischio di incorrere in danni economici (e d'immagine) ancora maggiori. Cosa cambia dopo l'accordo: nuove regole per gli adolescenti Secondo le accuse, Meta avrebbe coscientemente costruito l'architettura delle di Facebook e Instagram al fine di favorire un utilizzo compulsivo dei social. I procuratori federali contestevano all'azienda anche di aver fornito informazioni fuorvianti e poco efficaci circa la sicurezza dei propri servizi. Con il patteggiamento Meta ha accettato di prevedere limiti giornalieri di utilizzo e nuovi blocchi notturni per gli adolescenti, nonché di intervenire su alcune funzioni considerate in grado di incentivare un eccessivo uso dei social.