Meta ha scelto la via dell’accordo per chiudere uno dei più importanti procedimenti giudiziari americani sui possibili effetti dei social network sui minori. Il gruppo guidato da Mark Zuckerberg ha raggiunto un’intesa con gli Stati americani coinvolti nel processo e accetterà di pagare 16,7 miliardi di dollari.

Il procedimento, in corso presso il tribunale federale di Oakland, in California, riguardava le accuse secondo cui Facebook e Instagram sarebbero stati progettati con caratteristiche in grado di favorire un utilizzo compulsivo da parte di bambini e adolescenti. I procuratori contestavano inoltre a Meta di avere raccolto dati personali di minori senza il necessario consenso e di avere minimizzato i rischi legati alla salute mentale.

L’accordo arriva nella seconda settimana del processo e mette fine al procedimento senza che venga pronunciata una sentenza sulla fondatezza delle accuse. Meta non ammette responsabilità, ma accetta di introdurre nuove misure per limitare l’utilizzo delle proprie piattaforme da parte degli adolescenti.

L’accordo con gli Stati americani

La causa nasce da un’azione coordinata da 29 Stati americani, con California, Colorado, Kentucky e New Jersey tra i principali promotori. Nel procedimento erano state contestate a Meta le modalità con cui Facebook e Instagram erano stati sviluppati e commercializzati nei confronti degli utenti più giovani.