La liturgia non è un palcoscenico per la creatività umana, né una mera messinscena estetica: essa è l’incontro vivo con il mistero divino che rigenera la comunità degli uomini. È questo il messaggio chiave della catechesi del mercoledì di papa Leone XIV, che da qualche tempo è incentrata sulla Costituzione del Concilio Vaticano II Sacrosanctum Concilium, quella dedicata appunto alla liturgia.
Nel suo discorso di ieri, il Pontefice ha richiamato alcuni elementi cruciali per comprendere il senso del rinnovamento liturgico.
In primo luogo, papa Leone ha ribadito che la riforma liturgica conciliare si colloca saldamente «nel solco della tradizione vivente della Chiesa», poiché essa si adatta alle diverse epoche salvaguardando l’eredità divina e aggiornando le forme umane.
Leone XIV contro gli abusi della stagione postconciliare
In secondo luogo, il Papa ha contemporaneamente evidenziato che la sua retta comprensione impone di «rigettare gli abusi che si sono verificati nella stagione postconciliare, e che purtroppo talora ancor oggi si verificano, assolutizzando o mal comprendendo alcuni dei principi della riforma stessa».








