Tensione dopo la denuncia per ricettazione presentata da Stefania Cappa contro Milo Infante per la diffusione di atti riservati in tv. Il conduttore respinge le accuse parlando di una “intimidazione infamante” e rinuncia alla tutela legale dell’azienda, mentre la difesa della Cappa ribadisce la violazione del segreto investigativo e la mancanza di attinenza dei documenti con l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco.
Garlasco, Milo Infante replica alla querela di Stefania Cappa
La posizione dell'avvocata Valeria Francesca Mettica
La querela di Roberta Bruzzone
Garlasco, Milo Infante replica alla querela di Stefania CappaNuovo capitolo dello scontro mediatico sul delitto di Garlasco durante la trasmissione Ore 11, dove il conduttore Milo Infante ha commentato duramente l’iniziativa legale intrapresa nei suoi confronti da Stefania Cappa. La cugina di Chiara Poggi ha depositato una denuncia per “ricettazione e violazione del segreto investigativo” per la diffusione in tv di un atto coperto da segreto.Durante la trasmissione Ore 11, Milo Infante ha commentato la vicenda definendola “un’accusa infamante e anche un atto che io vivo, io personalmente, è una mia percezione, come un’intimidazione“. ANSADelitto di Garlasco: Milo Infante ha risposto all'accusa di ricettazione ricevuta da Stefania CappaIl conduttore ha sottolineato che “la ricettazione è la catena più bassa, più meschina che si possa immaginare” e prevede “una condanna fino a otto anni”. Infante ha poi annunciato di aver rinunciato all’assistenza dell’azienda: “Ritengo che l’accusa sia così grave da non meritare la tutela della grande azienda Mediaset“.La posizione dell’avvocata Valeria Francesca MetticaL’avvocata Valeria Francesca Mettica, legale di Stefania Cappa, ha affidato a Fanpage.it una nota precisa per chiarire che “sono state rappresentate circostanze non corrispondenti al vero“.La legale ha spiegato che “l’atto giudiziario mostrato a video, sfocandone deliberatamente il titolo, non è affatto un esposto, bensì una denuncia querela, depositata presso la Procura della Repubblica di Milano ben quattro mesi fa e attualmente oggetto di una indagine con termini ancora pendenti e quindi coperta dal segreto investigativo”.












