Il nuovo programma Mediaset condotto da Milo Infante è partito con il botto. E non poteva che c’entrarci il delitto di Garlasco. Una settimana fa è andata in onda la prima puntata di “Verità Nascoste”. Il giornalista ha esordito mostrando il contenuto della querela presentata mesi fa da Stefania Cappa (cugina di Chiara Poggi), nella quale l’avvocato Antonio De Rensis (legale di Alberto Stasi) veniva denunciato per istigazione a delinquere nelle forme della diffamazione e della calunnia. Nella puntata del giorno seguente, Milo Infante ha raccontato di essere stato querelato per ricettazione da Stefania Cappa. Nel mirino sarebbe finita la decisione di portare in tv il contenuto di quell’esposto. Direttore Infante, non capita spesso che un giornalista venga accusato di ricettazione. Come risponde? «È un'accusa infondata e insolente, che vivo come una minaccia. Se fossimo in un Paese dove la nostra professione viene tutelata, l’Ordine dei giornalisti si sarebbe espresso. Non è un caso che siamo al 56esimo posto al mondo per libertà di stampa (secondo il World Press Freedom Index 2026, ndr). Il clima è favorevole a chi attacca questa libertà, infatti l’accusa fa ridere. La cassazione si è espressa molte volte, non è un reato che attiene alla professione giornalistica». L’intervista completa sulla Provincia Pavese in edicola lunedì 31 agosto. Puoi anche abbonarti all’edizione online del quotidiano per leggere La Provincia pavese ovunque tu sia e supportare il lavoro di informazione svolto dai giornalisti e dalle giornaliste della testata. - Come abbonarsi all’edizione cartacea - Come abbonarsi all’edizione digitale su sito e app
Milo Infante querelato da Stefania Cappa: «Una denuncia infondata e insolente»
La cugina di Chiara Poggi accusa il conduttore Mediaset di ricettazione










