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Un esposto di 24 pagine prova a raccontare Garlasco al contrario: non un'indagine sul delitto, ma un'indagine su chi avrebbe indagato e su chi, secondo un'accusa ancora tutta da verificare, ne avrebbe orientato il racconto pubblico. Lunedì 24 agosto, nella prima puntata di "Verità Nascoste – Il Diario", condotto da Milo Infante su Canale 5, è stato mostrato in esclusiva il contenuto di un esposto presentato da Stefania Cappa, che denuncia una presunta regia dietro le nuove indagini sul delitto. Sulla stessa vicenda è tornato anche "Zona Bianca", il programma di attualità condotto da Giuseppe Brindisi, che ha ricostruito i contenuti dell'atto e raccolto la replica di uno dei soggetti coinvolti.

Il documento, depositato ad aprile 2026 negli uffici della Procura di Milano, si compone appunto di 24 pagine tra ricostruzioni dettagliate, registrazioni audio e il dossier di un investigatore privato incaricato dalla famiglia. Nell'atto si legge che la famiglia Cappa "è stata destinataria di una sistematica, coordinata e preordinata esposizione mediatica che appare come l'esito di una condotta consapevolmente orchestrata".

L'esposto punta il dito contro tre persone: l'avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi; l'inviato de "Le Iene" Alessandro De Giuseppe; e l'ex comandante della stazione dei carabinieri di Garlasco, Francesco Marchetto. Secondo la ricostruzione dei Cappa, i tre avrebbero agito in concorso per sostenere la tesi dell'innocenza di Stasi e per orientare l'attenzione investigativa verso soggetti estranei ai fatti, cioè verso la stessa famiglia Cappa, avvalendosi in questo del cosiddetto "super testimone" Gianni Bruscagin.