“Con un programma condiviso ci potrei ragionare, ma senza assomiglia più a una barzelletta”. Paolo Bolognesi è il presidente onorario dell’Associazione dei familiari della Strage di Bologna, uno storico riferimento della sinistra. Cosa c’entra con le primarie? Niente, fino ad oggi. Per uscire dall’impasse ed evitare lo scontro intestino al campo largo per la leadership, contesa da Elly Schlein e Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, co-leader di Alleanza Verdi e Sinistra, sul Foglio ha proposto una figura simbolica come lui o come il presidente attuale o come quello delle vittime della Strage di Piazza Fontana. Un prestanome simbolico, da indicare per superare l’imposizione di Giorgia Meloni, che nella nuova legge elettorale vuol inserire l’obbligo del candidato premier.

“La proposta di Bonelli? Beh, questa non la sapevo”, si difende Bolognesi. Ha guidato il comitato fino al 2025, oggi è presidente onorario e giura di vivere la politica con una certa distanza, ma è stato deputato del Pd fino al 2018, è un uomo simbolo, capace di tenere alta l'attenzione sulla peggior strage italiana del Dopoguerra. Sembra l’identikit giusto, anche se differente rispetto alla proposta originaria, quella avanzata dal dirigente dem Roberto Speranza: “Basterebbe fare una scelta simbolica, come un neo diciottenne o un anziano partigiano”. Una boutade, giurano a sinistra.