Roberto Speranza boccia le elezioni primarie del campo largo, definendole un rischio politico che potrebbe spaccare l’elettorato di chi perde. L’ex ministro propone invece un candidato premier “simbolico“: un neo-maggiorenne o un partigiano, per aggirare l’obbligo della nuova legge elettorale. Stefano Patuanelli del Movimento 5 Stelle intanto respinge l’idea e difende le consultazioni.

Elezioni primarie, per Speranza è un no

L'idea del candidato premier simbolico

Le reazioni del M5S

Elezioni primarie, per Speranza è un noLa leadership nel centrosinistra è un rebus, e così c’è chi ha pensato all’escamotage. Roberto Speranza, deputato del Pd ed ex ministro della Salute, ha lanciato la sua idea in un’intervista al Corriere della Sera, bocciando le elezioni primarie del campo largo.Secondo l’esponente dem, le primarie rappresenterebbero “un errore politico” da scongiurare, perché rischierebbero di produrre “un clamoroso autogol” alla vigilia del voto.ANSAIl timore di Speranza riguarda soprattutto gli equilibri interni alla coalizione dopo il verdetto delle urne. Chi sostiene il candidato sconfitto, avverte, potrebbe disertare le elezioni vere e proprie, con un conseguente calo della partecipazione complessiva del campo largo nella sfida contro il centrodestra.L’idea del candidato premier simbolicoUna campagna tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein, secondo Speranza, sarebbe “durissima e divisiva”. La sua è quindi una proposta alternativa: un nome puramente simbolico, come un ragazzo appena diventato maggiorenne oppure un anziano partigiano.La figura servirebbe soltanto come indicazione utile a rispettare formalmente l’obbligo, contenuto nella riforma della legge elettorale in discussione, di depositare il nome del candidato alla guida del governo insieme al simbolo della coalizione.