Stati Uniti, Ucraina, ma anche Malesia e Australia fino a Serbia e Svezia. Tra le centinaia di turisti dispersi nell’alluvione che ha devastato Nepal e Tibet, oltre ai due italiani, ci sono viaggiatori arrivati da altri 30 Paesi, secondo l’elenco fornito dall’Ente nazionale del turismo del Nepal, senza contare i molti pellegrini indiani, diretti alla montagna sacra del Kailash nel Tibet occidentale.

Nella lista figurano 65 turisti statunitensi e 53 ucraini, oltre a 51 cittadini della Malesia, 35 dell’Australia, 33 del Regno Unito e 25 del Canada. Si tratta dei gruppi di nazionalità maggiormente rappresentanti, ai quali bisogna aggiungere anche 9 visitatori di Singapore, 8 ciascuno di Germania e Russia e sei da Lettonia e Sudafrica.

Cinque cittadini erano arrivati nella zona colpita invece dal Giappone e altrettanti dalla Nuova Zelanda. Risultano irreperibili anche quattro francesi e tre cittadini ciascuno di Belgio e Spagna. Inoltre, risultano dispersi due cittadini ciascuno di Bielorussia, Irlanda, Kazakistan, Paesi Bassi e Portogallo. Infine, nell’elenco, figura un cittadino ciascuno di Bulgaria, Finlandia, Ungheria, Israele, Lituania, Filippine, Serbia, Svezia e Svizzera.

L’area colpita è un importante punto di transito, innanzitutto per i flussi turistici ma anche per il commercio tra Cina e Nepal. I danni alle infrastrutture sono ingenti: circa 40 chilometri di strade sono andate completamente distrutti, così come molti ponti. Colpite anche le centrali idroelettriche attive nell’area, che forniscono elettricità alla capitale Katmandu e ad altre zone del Nepal.