Una parete di fango e roccia è crollata su un fiume ha provocato un violento allagamento al confine fra Nepal e Tibet. Secondo quanto riferiscono le autorità nepalesi il bilancio è di almeno 95 morti e circa 400 dispersi. L’ente del turismo del Nepal ha detto che, nei momenti successivi alla frana, 384 turisti risultavano «irreperibili», di cui 291 stranieri. Tra questi ci sarebbero 133 indiani, 47 cittadini statunitensi e 33 britannici. Tra i dispersi ci sono 32 membri della polizia nepalese, 60 lavoratori legati al progetto idroelettrico Langtang Khola risultano irreperibili. Risultano inoltre dispersi 15 dipendenti dell'ufficio doganale di Rasuwa a Timure, le due regioni più colpite dall’alluvione.
La Farnesina si è attivata, segnalando che sono 90 i cittadini italiani che si trovano nell’area. Due turisti con la loro guida sono rimasti bloccati a monte di una frana che ha bloccato una strada, sono in contatto con il Ministero. Il ministro degli esteri, Antonio Tajani, ha fatto il punto sulle loro condizioni: «I due italiani che risultano coinvolti sono in buone condizioni, vengono assistiti dalla nostra diplomazia e li aiuteremo a rientrare quando riterranno opportuno, non abbiamo notizie di altri italiani coinvolti».










