Un medico somministra un vaccino a un bambino. A Palermo la Procura per i minorenni valuta la situazione degli altri quattro figli della famiglia della bambina di quattro anni e mezzo morta per sospetta difterite (iStock)

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Mi metto subito sulla sponda meno popolare, meno battuta; quella che mi comporterà le solite stupide accuse. Lo faccio per coerenza con quel che ho fatto negli anni scorsi a cominciare dalla legge Lorenzin e con la consapevolezza di condividere queste battaglie con un giornale – l’unico – che fin da subito ha posto delle questioni sulle quali, quelli che rivendicano di stare dalla parte della ragione, non hanno mai voluto un confronto. Ma la loro ragione di scientifico non ha nulla. Proprio nulla. Ci arriveremo.

Pare che ai genitori di Anna Rosa, la bambina di quattro anni e mezzo morta a Palermo per sospetta difterite, malattia per la quale non aveva ricevuto il vaccino obbligatorio, vogliano togliere i quattro figli. Padre e madre sono già indagati per omicidio colposo per omissione dalla Procura ordinaria; ma evidentemente questo non basta: va dato un «esempio», esattamente come chiedono le «virostar» in televisione e sui giornali o alcuni politici.

Va dato l’esempio! La Procura per i minorenni del capoluogo siciliano ha infatti avviato una procedura di tipo civilistico per valutare se i genitori siano in condizione di continuare a tenere con sé gli altri quattro figli, nessuno dei quali era stato vaccinato prima che la sorella si ammalasse.