Associazioni e comitati no vax da tutta Italia prendono contatti con i familiari e arriva la contromossa dei genitori di Anna Rosa Bartolotta, la bimba di 4 anni morta per difterite a Palermo: la denuncia contro i medici e il personale sanitario dei tre ospedali (Cervello, Civico e ospedali dei bambini) che si sono occupati della figlia, “colpevoli” – secondo l’esposto presentato da un avvocato non siciliano – di non avere capito cosa avesse la piccola e di non averla curata adeguatamente. Fondata o no, la mossa è strategica, perché arriva alla vigilia del conferimento ufficiale dell'incarico per l'autopsia, prevista domani, mercoledì 26 agosto, all'istituto di Medicina legale del Policlinico del capoluogo siciliano.

I genitori no vax sono finora gli unici indagati, con l’ipotesi di omicidio colposo per omissione: e l’omissione consiste nel non avere vaccinato Anna Rosa, esponendola al rischio del contagio al contatto con un positivo, un portatore sano ancora non individuato. Il rischio, com’è noto, si è tradotto in realtà e ha portato alla morte la figlia: la diagnosi di difterite, in attesa dell’accertamento autoptico, è già confermata dall’Istituto superiore di sanità, che ha esaminato i campioni inviati dall’azienda di rilievo nazionale Civico. Ma proprio qui è l’escamotage procedurale: di fronte a quanto sostenuto dall’avvocato Luigi Marrandino, studio ad Aversa, foro di Napoli Nord, allargare il novero degli indagati in vista dell' "atto irripetibile" costituito dall'autopsia potrebbe essere un atto dovuto e dal forte impatto psicologico sul popolo no vax che in questi giorni sostiene a spada tratta – sui social – i genitori di Anna Rosa, Emanuele Bartolotta e Manuela Maggio. La mossa dei genitori L’accertamento tecnico, laddove dovesse emergere una qualche responsabilità di un qualsiasi sanitario, non potrebbe essere contestato al diretto interessato, se questi non fosse stato messo in condizione di partecipare all’autopsia. Da qui il rovello del procuratore Maurizio de Lucia e dell’aggiunto Laura Vaccaro, che in vista dell’esame dovranno decidere se indagare anche i medici dei tre ospedali – Cervello, Civico e dei Bambini – che si sono occupati del caso. L’ipotesi del rinvio Decisione in queste ore, non escluso anche un rinvio dell’autopsia, già affidata dalla Procura al medico legale Giuseppe Albano, mentre la famiglia ha nominato come proprio consulente di parte il medico legale Maurizio Municinò, anche lui di Napoli, specialista in Igiene preventiva. Secondo l'esposto del legale, Anna Rosa sarebbe stata sottoposta a interventi chirurgici invasivi, che avrebbero finito per peggiorare le già gravi condizioni di salute della bambina, causandone la morte. Visto che le cartelle cliniche sono state sequestrate, l'esposto querela propone ai pm di Palermo di verificare "non solo le cause del decesso ma soprattutto l'eventuale responsabilità dei medici e del personale medico coinvolti nella vicenda».