Mario Tozzi

Il geologo Mario Tozzi a Fanpage.it: “Il disastro in Nepal e Tibet probabilmente causato dal surriscaldamento globale. Eventi simili stanno già accadendo anche sulle nostre montagne, sebbene con proporzioni diverse. Due esempi? La valanga della Marmolada del 2022 e l’alluvione di Bardonecchia del 2023”.

Lo zero termico sale oltre le vette più alte, i ghiacciai fondono e le montagne perdono il collante naturale che le tiene insieme da milioni di anni. Il disastro avvenuto in Nepal e Tibet – dove una catastrofica frana ha causato centinaia di morti e migliaia di dispersi – è l'ennesimo campanello d'allarme di un equilibrio idrogeologico spezzato dal riscaldamento globale.

Già, il cambiamento climatico. Ancora e sempre lui. In attesa di analisi più approfondite, appare già chiaro che il disastro sull'Himalaya non è stato causato da una serie di terremoti, come inizialmente ipotizzato, bensì dall'improvviso e imprevedibile collasso di un'enorme massa di ghiaccio e detriti su un lago glaciale in alta quota che, dopo aver oltrepassato gli argini, si è riversato a valle causando gli impatti catastrofici immortalati anche in alcuni impressionanti video. Una dinamica che, fatte le debite differenze, ricorda la tragedia del Vajont del 1963 ma che, in scala fortunatamente ridotta, si sta verificando già anche sull'arco alpino italiano, come dimostrano la valanga sulla Marmolada del luglio 2023 e l'alluvione di Bardonecchia dell'anno successivo. Fanpage.it ne ha parlato con Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico, che non ha dubbi: di fronte a un equilibrio idrogeologico ormai compromesso dal riscaldamento globale è sempre più urgente mettere in sicurezza il territorio azzerando il consumo di suolo zero, bloccando ogni nuovo cantiere in quota e trovando finalmente il coraggio di fare un passo indietro. Insomma, lasciare finalmente "in pace" le Alpi e smetterla di edificare per assecondare le esigenze del turismo di massa.