Stiamo perdendo la colla. Ci vorranno specifici studi di attribuzione per determinare l’impatto della crisi climatica sulla tragedia di Nepal e Tibet. Eppure c’è un fatto incontrovertibile: le nuove temperature e i cambiamenti del clima stanno innescando un pericoloso mutamento che riguarda tutti i ghiacciai del mondo e soprattutto l’Himalaya. L’insieme del permafrost, dei ghiacci, di rocce e sedimenti che per millenni hanno tenuto salde le montagne facendo da collante, è in uno stato di degrado tale che - con lo scioglimento dei ghiacci - sta passando da blocco solido a "liquido". L’acqua si infiltra fra le crepe e accresce i livelli dei laghi dei ghiacciai aumentando l’instabilità delle masse in alta quota con possibili frane e distacchi. Qualcosa di “estremamente pericoloso” diceva uno studio di cinque anni fa che puntava il dito proprio sulla necessità di aumentare il monitoraggio dei ghiacciai himalayani. "Ci sono oltre 50 mila ghiacciai nell'Himalaya e nella regione dell'Hindu Kush e solo 30 di essi vengono osservati da vicino, compresi gli studi sul campo" aveva spiegato Muhammad Farooq Azam, glaciologo dell'Indian Institute of Technology.

Nepal: le immagini aeree delle devastazioni dopo le frane e le inondazioni