| 26 Agosto 2026 22:05 |
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(Adnkronos) – Imprevedibile prevedere fenomeni come quelli verificatisi nelle zone al confine tra Nepal e Tibet, colpite da frane e inondazioni e che hanno provocato finora un centinaio di morti. “Si tratta di un evento estremo improvviso la cui prevedibilità è pari quasi allo zero. Mentre nelle Alpi la possibilità che si possa verificare un caso simile è molto limitata, sarebbe comunque di magnitudo molto più bassa. Inoltre i nostri ghiacciai sono decisamente più monitorati rispetto a quelli nepalesi”. Daniele Giordan, dirigente di ricerca presso l’Istituto di Geoscienze (Geo) del Consiglio nazionale delle Ricerche, intervistato dall’Adnkronos, fa il punto sulle possibili cause della devastazione in Nepal.
“Quando accadono eventi calamitosi di magnitudo così importante in aree remote non è facile riuscire a risalire immediatamente alle cause. Lo scenario attualmente più accreditato – sottolinea – è che si sia trattato di un ‘Glof’ (Glacial Lake Outburst Flood), un fenomeno improvviso ed estremamente distruttivo che si verifica attraverso una concomitanza di fattori: a originarlo un evento scatenante che è in grado di coinvolgere in maniera repentina un grosso quantitativo d’acqua creando un’onda di piena con capacità erosive molto importanti e capace di trasportare detriti e blocchi di notevoli dimensioni”.











