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Il caso di Pietracatella si arricchisce di un nuovo, inquietante tassello. A "Morning News", il buongiorno estivo di Canale 5 condotto da Dario Maltese, è stata rilanciata un'ipotesi investigativa che potrebbe riscrivere l'intera lettura della vicenda: il vero obiettivo dell'avvelenamento da ricina che lo scorso dicembre è costato la vita a Antonella Di Ielsi e alla figlia Sara Di Vita non sarebbero state le due donne, bensì Gianni Di Vita, ex sindaco del paese molisano, marito di Antonella e padre di Sara.
"Sul tavolo degli investigatori ci sarebbe anche una seconda ipotesi, ovvero quella che il killer o i killer avrebbero voluto colpire principalmente Gianni Di Vita, e poi anche la sua famiglia", ha spiegato in collegamento il giornalista, sottolineando come questa lettura "cambi un po' lo scenario" fin qui delineato.
Mamma e figlia avvelenate con la ricina, Gianni Di Vita in Questura per sei ore
Secondo quanto riportato dall'inviato, nelle ultime ore gli inquirenti hanno ascoltato alcuni amici di famiglia, concentrando le domande "in particolare sul legame tra Gianni Di Vita e questa donna, questa amica d'infanzia di Gianni". Un fronte a cui se ne aggiunge un altro, forse ancora più delicato: "Gli inquirenti si stanno concentrando anche su un altro aspetto, ovvero il rapporto tra Gianni Di Vita e il marito di questa donna".












