Andrea Ricci, cofondatore dell'azienda italiana Reloc, ha portato DOOM su SCINTIX P4, un modulo che mette un ESP32-P4 e un ESP32-C6 nel formato meccanico delle Raspberry Pi CM4 e CM5, e poi ha lasciato che a giocarci fosse Claude Sonnet. Il modello non riceve mai un fotogramma: al suo posto arriva una descrizione testuale di quello che il marine ha davanti, e da l� decide se avanzare, girare, sparare o aprire una porta. Il progetto � interamente open source, firmware e server di controllo compresi.
La scheda � un system-on-module: l'ESP32-P4 � un dual-core RISC-V a 400 MHz con controller MIPI-DSI, acceleratore 2D per i pixel e USB host, mentre la parte radio � delegata all'ESP32-C6 affiancato. DOOM continua a disegnare i propri fotogrammi a 320x200, e l'ingrandimento fino ai 1024x600 del pannello MIPI-DSI � lavoro dell'acceleratore, che tiene il gioco su 30 fotogrammi al secondo stabili. Il collegamento con il modello passa dalla stessa rete Wi-Fi che il C6 porta al P4, dato che il P4 non ha una radio propria.
Un'osservazione testuale al posto dei pixel
L'osservazione che il modello riceve a ogni turno � fatta di poche voci, tutte ricavate da quello che sarebbe visibile sullo schermo. C'� un ventaglio di 51 raggi che misurano la distanza delle pareti lungo il campo visivo, l'elenco dei nemici e degli oggetti effettivamente inquadrati e in linea di vista, ordinati da sinistra a destra, e una mappa ASCII che riporta soltanto le pareti gi� scoperte, esattamente come l'automap del gioco. Si aggiungono due indizi: door_ahead segnala una porta chiusa in vista, blocked dice che l'ultima mossa non ha prodotto avanzamento. Nessuna posizione letta dalla mappa completa, nessun nemico visto attraverso i muri.








