CSS non � un linguaggio di programmazione, e non c'� ragione di aspettarsi che lo diventi. Eppure Ahmed Amer ha usato un unico foglio di stile per costruire un intero PC IBM compatibile, capace di avviare MS-DOS, Windows 1.0 e perfino DOOM. Il file, battezzato CSS-DOS, pesa 300 MB. Dentro quel foglio non � stato infilato un port del gioco: c'� una macchina completa, simulata da zero. Un processore 8086, 640 kB di RAM, un controller VGA e uno per il floppy, tutto descritto in regole di stile. Il CSS dispone ormai di funzioni e istruzioni condizionali, ma non esegue programmi nel senso corrente del termine, cio� sequenze di istruzioni che si alimentano una con l'altra. Modificare il valore di una variabile richiede acrobazie. Ed � proprio questo comportamento statico, osserva Amer, ad adattarsi all'architettura di un componente hardware meglio di quanto faccia a quella di un software: � l'intuizione su cui poggia l'intero lavoro. Due istruzioni al secondo La lentezza fa parte di un esercizio di stile che da un certo punto di vista � anche un'ironia: l'emulatore non si avvicina nemmeno lontanamente al tempo reale: avanza a due istruzioni al secondo, misurate a livello di CPU e non di fotogrammi. Con questo ritmo, portare a termine l'avvio di MS-DOS richiede circa tre settimane, e caricare un livello di DOOM porta via tre mesi. Il gioco, sulla carta, procederebbe a 0,0001 fotogrammi al secondo. Del resto, parlare di un DOOM "giocabile" � gi� un'esagerazione: anche se il foglio di stile emulasse un IBM AT a piena velocit�, quell'hardware non reggerebbe comunque il gioco a un ritmo praticabile. La giocabilit�, in questo progetto, non � mai stata il punto. Amer accompagna il tutto con un resoconto dettagliato di come ha realizzato l'emulatore e con una guida interattiva che permette di esplorare il file CSS in tutta la sua stratificazione. � il genere di esercizio che nasce da un vincolo autoimposto pi� che da una necessit�: per convenzione non scritta, ogni cosa deve prima o poi far girare DOOM. Nessuno, per�, ha mai preteso che lo facesse bene.