Due NE555, un pugno di integrati della serie 7400, quindici diodi e un piccolo amplificatore audio bastano a suonare il riff d'apertura di At Doom's Gate, il brano che accompagna il primo livello del Doom originale. Il circuito non esegue il gioco, e non esegue software di alcun tipo: dentro non c'� un microcontrollore, non c'� un computer, non c'� una riga di codice. Chi l'ha costruito lo dichiara subito dopo aver spiegato di aver voluto vedere se si potesse far girare Doom su un paio di 555: "beh, in un certo senso".
Il gioco del 1993 � stato fatto girare su calcolatrici, fotocamere, bancomat e stampanti, apparecchi che nessuno aveva pensato per uno sparatutto in prima persona. Il circuito si divide in cinque sezioni: il clock che stabilisce il tempo, il contatore con il suo decodificatore, la matrice di diodi che conserva le note, la selezione dell'altezza con l'oscillatore audio e l'amplificatore finale. Dei due NE555 uno stabilisce la cadenza e l'altro genera le note vere e proprie, mentre tutto quello che sta in mezzo tiene il conto di dove il circuito si trova nel riff e comunica all'oscillatore quale altezza produrre.
Un clock a 7,33 Hz e quindici posizioni
Il primo NE555 lavora come oscillatore astabile: un condensatore si carica e si scarica attraverso una coppia di resistenze, e l'uscita sul piedino 3 commuta di continuo fra livello alto e livello basso. La frequenza � di circa 7,33 Hz, pari a un impulso di clock ogni 136 millisecondi, e a questo stadio non c'� ancora nulla di udibile: il compito del primo timer � soltanto scandire il tempo del riff. Un trimmer nella rete di temporizzazione permette la regolazione fine, che l'autore ha eseguito misurando il piedino 3 con un analizzatore logico.






