Il governo continua a sostenere l’Ucraina, ma lo fa sempre più sottovoce. Rispetto ai primi anni della presidenza di Giorgia Meloni è come se la leadership italiana fosse ancora più sbiadita. «Meloni in questi anni ha fatto una cosa giusta: sostenere l’Ucraina. Ma la sua capacità di leadership su questo tema si sta molto affievolendo», dice la deputata del Partito democratico Lia Quartapelle in un’intervista a Repubblica, commentando il nuovo pacchetto di aiuti militari approvato dal governo e presentato soprattutto attraverso l’invio di generatori elettrici.

Il problema, secondo la deputata, non è soltanto il ritardo con cui arrivano gli aiuti, ma soprattutto la scelta di non spiegare agli italiani che cosa contengano. «C’è ancora mistero e nessuna volontà di spiegare ai cittadini italiani che cosa stiamo mandando, o perché», dice Quartapelle. Una maggiore trasparenza, a suo giudizio, potrebbe persino contribuire a ricostruire il consenso per il sostegno militare verso Kyjiv: «Se i cittadini sapessero che cosa mandiamo e a che cosa serve, credo che il sostegno agli aiuti militari tornerebbe a crescere».

Non sarebbe un dettaglio marginale. Ancora nella notte tra mercoledì e giovedì, nella capitale Kyjiv ci sono state diverse esplosioni ed è suonato l’allarme antiereo in gran parte dell’Ucraina, con eccezione delle sole regioni occidentali. Sono stati ritrovati detriti nei quartieri di Podilskyi e Shevchenkivskyi. Altre esplosioni sono state segnalate nelle città meridionali di Odesa e Zaporizhzhia. Almeno tre persone sono rimaste ferite nell’attacco a Zaporizhzhia, ha detto il governatore Ivan Fedorov in un suo messaggio su Telegram.