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Lunedì la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha diffuso un comunicato per celebrare il 35esimo anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina, dopo aver partecipato, in videocollegamento, a una riunione della cosiddetta “coalizione dei volenterosi”, il gruppo di una trentina di paesi che sostengono la resistenza ucraina contro l’aggressione della Russia.

Nel comunicato Meloni «ha confermato l’impegno italiano sul fronte umanitario in vista della stagione invernale», rinnovando e ribadendo la propria vicinanza al presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Al contempo, però, la dichiarazione mette in risalto la pochezza degli impegni e degli sforzi italiani in sostegno dell’Ucraina, al confronto con quanto annunciato da altri importanti leader europei.

Il nuovo primo ministro britannico Andy Burnham, presente a Kyiv per l’occasione, ha consegnato a Zelensky alcune informazioni riservate che consentiranno all’Ucraina, d’intesa con Regno Unito e Francia, di avviare la produzione in proprio di missili da crociera Storm Shadow, in grado di colpire in profondità nel territorio russo. Il presidente francese Emmanuel Macron ha lasciato trapelare che tra ottobre e novembre si svolgeranno, verosimilmente in Polonia, esercitazioni militari congiunte da parte dei “volenterosi”, con l’obiettivo di preparare una forza multinazionale che dia garanzie di sicurezza e protezione all’Ucraina una volta che verrà raggiunto un cessate il fuoco credibile. Il presidente del Consiglio europeo, il portoghese Antonio Costa, pure lui presente a Kyiv, ha ribadito l’impegno per favorire un ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea nel più breve tempo possibile.