«Sostengo da tempo la necessità di individuare una figura autorevole investita della fiducia e del mandato di tutti gli Stati membri per portare il punto di vista dell’Europa ed è in questa direzione che continuo a lavorare». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante le sue comunicazioni in aula alla Camera in vista del Consiglio europeo.

Meloni ha sottolineato come la linea del governo italiano sull’invasione russa dell’Ucraina non sia cambiata, garantendo la difesa e il sostegno a Kiev e mantenendo la pressione su Mosca. Questo, ha detto, «rappresenta ancora oggi l’unico modo per aprire una stagione negoziale. Per questo sosteniamo il ventesimo pacchetto di sanzioni europee».

Meloni ha poi definito la riunione avvenuta a Londra tra i tre leader – il presidente francese Emmanuel Macron, il premier britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz – un formato variabile «non adeguatamente rappresentativo». Una strategia che «produce frammentazione, confusione, debolezza». «Una volta stabilito quale sia in maniera univoco a l’obiettivo finale del negoziato, occorre individuare chi possa rappresentare gli interessi europei sul piano negoziale», ha dichiarato Meloni, sottolineando come «allo stato nessun formato ha legittimità per parlare a nome dell’intera Europa».