di Rossella Conte
L’Antico Vinaio arriva a Palazzo Strozzi, ma a fare discutere, prima ancora dell’apertura, è soprattutto quello che non dovrebbe esserci: niente panini da portare via, niente consumo veloce e, nelle intenzioni, niente file di turisti con la schiacciata in mano fuori dal palazzo. Il nuovo bistrot, che aprirà a fine settembre, nasce infatti con un’impostazione molto diversa da quella che ha reso celebre il marchio in via dei Neri. Eppure sui social la notizia ha già acceso la polemica, tra battute sul "panino al museo", accuse di degrado e timori per un’ulteriore spinta al turismo di massa nel cuore della città. Ma il progetto anticipato da La Nazione e ufficializzato ieri dalla Fondazione Palazzo Strozzi prova a tracciare una strada diversa. A partire dalla fine di settembre, lo spazio di ristorazione nel Cortile di Palazzo Strozzi inaugurerà una nuova fase affidata al progetto di Tommaso Mazzanti, imprenditore e amministratore delegato di All’Antico Vinaio, scelto al termine di una lunga selezione. Non sarà, nelle intenzioni della Fondazione, un semplice punto vendita di schiacciate e soprattutto non sarà un locale costruito sull’asporto.
Il nuovo format sarà quello di un bistrot pensato per accompagnare diversi momenti della giornata, dalla colazione al pranzo fino all’aperitivo. La proposta gastronomica sarà ispirata alla tradizione toscana e italiana, riletta in chiave contemporanea, con attenzione alla qualità e alla selezione delle materie prime. La dimensione indicata dalla Fondazione è quella della sosta e della convivialità: un luogo nel quale fermarsi, sedersi e vivere il Cortile, rivolto ai visitatori delle mostre ma anche a chi vive quotidianamente il centro e al pubblico internazionale. L’obiettivo dichiarato è quindi allontanarsi dall’immagine del consumo veloce e dell’acquisto da portare via, inserendo il nuovo bistrot nella vocazione di Palazzo Strozzi come spazio aperto, accogliente e vitale. Una precisazione che arriva mentre, sul fronte politico, si apre un altro capitolo. I consiglieri comunali di FdI, Angela Sirello e Matteo Chelli e quello di FI, Alberto Locchi hanno annunciato la presentazione di un accesso agli atti per conoscere nel dettaglio le modalità dell’affidamento del bar-ristorante di Palazzo Strozzi all’Antico Vinaio. Una richiesta che punta dunque a fare luce sul percorso che ha portato alla scelta del progetto e sui contenuti dell’operazione. Intanto, però, la discussione non riguarda sol il palazzo e il suo cortile. Tra le griffe di via Tornabuoni c’è preoccupazione per l’equilibrio complessivo del turismo fiorentino. Il timore è che anche in questa zona, già fortemente attraversata dai flussi internazionali, possa crescere un turismo "mordi e fuggi", fatto di grandi numeri e consumi rapidissimi, invece di una permanenza più lunga e di una fruizione più qualificata della città.






