Firenze, 29 agosto 2026 – “Non avrei mai mancato di rispetto alla mia città. Conosco Firenze e conosco i fiorentini. E se mi avessero chiesto di aprire l’Antico Vinaio a Palazzo Strozzi, non l’avrei mai fatto”. Dopo le polemiche esplose attorno all’arrivo del gruppo fondato da Tommaso Mazzanti negli spazi del celebre palazzo, è proprio lui a chiarire la natura del nuovo progetto. Niente schiacciate e niente focacce se non in maniera marginale e soprattutto niente asporto. Al posto del format che ha conquistato il mondo nascerà un brand completamente nuovo (lo ha confermato anche Palazzo Strozzi in una lettera inviata ieri all’Istituto nazionale di studi sul rinascimento, al Vieusseux e alla Normale di Pisa). Il locale sarà un luogo elegante dove, assicura Mazzanti, “il tempo rallenterà”: ci si potrà fermare per un caffè, un dolce o un pranzo, senza fretta. Tommaso Mazzanti

Come è nata l’idea di aprire proprio a Palazzo Strozzi?

“Ce l’avevo da tempo. Dopo tanti anni passati a costruire l’Antico Vinaio e a farlo crescere, sentivo il desiderio di fare qualcosa di completamente diverso, soprattutto a casa mia. Quando si è presentata questa possibilità, ho accettato la sfida perché volevo creare un progetto mio, diverso da quello che le persone conoscono. L’Antico Vinaio ormai è una realtà internazionale, una macchina molto grande. Questo invece non nasce come business. Volevo fare qualcosa per la mia città, quasi per rendere grazie a Firenze”.