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Meta, l’azienda che possiede Instagram e Facebook, si è accordata con 29 stati statunitensi per pagare fino a 18 miliardi di dollari (15,45 miliardi di euro) di risarcimenti e chiudere così un processo in cui era accusata di aver progettato volontariamente le sue piattaforme social in modo che creassero dipendenza e di aver violato la privacy degli utenti minorenni. I pagamenti saranno distribuiti su 10 anni.
Era una delle cause più grosse fra le molte che l’azienda ha affrontato negli ultimi anni riguardo al funzionamento dei suoi prodotti: Meta aveva detto che il risarcimento richiesto poteva arrivare circa fino a 1.400 miliardi di dollari (circa 1.200 miliardi di euro), quasi quanto il valore complessivo delle azioni di Meta quotate in borsa. I procuratori avevano ridimensionato l’entità del risarcimento, ipotizzandone uno da 200 miliardi di dollari (171 miliardi di euro): più o meno quanti Meta ne ha fatturati nel 2025. Le fasi preliminari del processo erano iniziate pochi giorni fa.
Meta aveva respinto le accuse. L’accordo non prevede un’ammissione di colpevolezza, e dovrà essere approvato dal tribunale. L’azienda ha anche accettato di imporre di default dei limiti giornalieri all’utilizzo delle proprie app da parte degli adolescenti, un blocco sulla loro attività durante la notte e limitare le notifiche che ricevono durante le ore scolastiche. Queste impostazioni sarebbero modificabili solo con l’autorizzazione dei genitori. Si è impegnata anche a rafforzare il sistema di verifica dell’età per impedire ai bambini di vedere contenuti inappropriati e ad aumentare in generale gli strumenti di supervisione a disposizione dei genitori.












