Meta, l’azienda che possiede Instagram e Facebook, si è accordata con 29 stati statunitensi per pagare fino a 16,7 miliardi di dollari di risarcimenti e chiudere così un processo in cui era accusata di aver progettato volontariamente le sue piattaforme social in modo che creassero dipendenza e di aver violato la privacy degli utenti minorenni. I pagamenti saranno distribuiti su 10 anni.
Era una delle cause più grosse delle molte che l’azienda ha affrontato negli ultimi anni riguardo al funzionamento dei suoi prodotti: il risarcimento richiesto era di circa 1.400 miliardi di dollari, quasi quanto il valore complessivo delle azioni di Meta quotate in borsa. Le fasi preliminari del processo erano iniziate pochi giorni fa.
Meta aveva respinto le accuse. L’accordo non prevede un’ammissione di colpevolezza, e dovrà essere approvato dai tribunali. L’azienda ha anche accettato di imporre di default dei limiti giornalieri all’utilizzo delle proprie app da parte degli adolescenti e un blocco sulla loro attività durante la notte, di aumentare il sistema di verifica dell’età per impedire ai bambini di vedere contenuti inappropriati e di aumentare gli strumenti di supervisione a disposizione dei genitori.











