Meta ha raggiunto un accordo per chiudere una vasta causa intentata da 29 Stati statunitensi, che accusavano il gruppo di aver progettato Facebook e Instagram in modo da favorire comportamenti di utilizzo compulsivo tra i minori, oltre ad aver raccolto dati personali di bambini senza il consenso dei genitori. L'intesa, raggiunta durante la seconda settimana del processo presso il tribunale federale di Oakland, in California, mette fine al procedimento senza arrivare al verdetto della giuria.
La cifra dell'accordo presenta una differenza tra i documenti depositati presso il tribunale e la comunicazione diffusa direttamente da Meta. I documenti giudiziari indicano un pagamento massimo di 16,68 miliardi di dollari, mentre l'azienda parla di circa 18 miliardi di dollari, da corrispondere in rate annuali nell'arco di dieci anni. Meta non ammette alcuna responsabilità o violazione con la definizione del caso.
Secondo quanto comunicato dalla società, circa il 70% della somma, pari a 12,7 miliardi di dollari, sarà destinato agli Stati partecipanti. Il restante 30%, circa 5,3 miliardi, è invece subordinato all'adozione da parte di YouTube e TikTok di specifiche misure per la tutela degli adolescenti. Meta chiede in particolare alle due piattaforme di introdurre un limite giornaliero di un'ora, una modalità notturna e sistemi di verifica dell'età, oltre a versare un importo equivalente.











