Meta incassa un nuovo, pesantissimo colpo giudiziario negli Stati Uniti. Un tribunale del New Mexico ha imposto al gruppo di Mark Zuckerberg un pagamento da 567 milioni di dollari nell’ambito della causa sulla sicurezza dei minori, portando a 942 milioni di dollari il conto complessivo delle decisioni pronunciate quest’anno nello Stato. Ma al di là della dimensione economica, la sentenza apre un fronte ancora più delicato: quello delle modifiche obbligatorie al funzionamento delle piattaforme e, quindi, al modello con cui i social cercano di trattenere gli utenti e alimentare l’engagement.Un conto che sale a 942 milioniLa decisione arrivata giovedì 6 agosto prevede 567 milioni di dollari destinati a interventi per ridurre gli effetti negativi delle piattaforme sui giovani. Di questi, circa 420 milioni dovranno finanziare servizi di assistenza e trattamento, mentre la parte restante sarà utilizzata nei prossimi cinque anni per prevenzione, informazione e screening. La cifra si aggiunge ai 375 milioni di sanzioni civili stabiliti a marzo da una giuria, che aveva riconosciuto Meta responsabile di violazioni della normativa del New Mexico sulla tutela dei consumatori. Il totale raggiunge così 942 milioni di dollari.Il nodo degli algoritmi e della sicurezzaAl centro del procedimento c’è soprattutto il modo in cui Meta ha progettato e gestito le proprie piattaforme. Secondo l’accusa accolta nel primo processo, il gruppo avrebbe fuorviato i consumatori sui livelli di sicurezza e avrebbe esposto gli utenti più giovani a rischi legati a contenuti dannosi e allo sfruttamento sessuale online. Il giudice Bryan Biedscheid ha ora qualificato gli effetti prodotti dalle piattaforme come una forma di “public nuisance”, un danno di interesse collettivo, arrivando a paragonarne gli effetti a quelli dell’inquinamento prodotto da un’attività industriale. Meta ha annunciato che presenterà appello contro la decisione.Le piattaforme dovranno cambiareIl vero costo della sentenza potrebbe però non limitarsi al versamento economico. Il tribunale ha ordinato una serie di interventi strutturali destinati agli utenti minorenni del New Mexico: limiti al tempo trascorso su Facebook e Instagram, maggiore evidenza delle informazioni sui rischi, strumenti più rigorosi per determinare l’età degli utenti e l’occultamento predefinito del numero dei like per i profili più giovani. Sono misure che intervengono direttamente sulle leve dell’engagement, cioè sul sistema attraverso il quale le piattaforme aumentano permanenza, interazioni e frequenza di utilizzo. La loro applicazione sarà inoltre sottoposta a controlli periodici.Il rischio economico è soprattutto regolatorioPer un gruppo delle dimensioni di Meta, i 942 milioni rappresentano una cifra rilevante ma non tale, da sola, da comprometterne i conti: nel 2025 la società ha registrato 200,97 miliardi di dollari di ricavi e un utile netto di 60,46 miliardi. Il conto del New Mexico equivale quindi a circa l’1,6% dell’utile netto dello scorso esercizio. Il punto per gli investitori è piuttosto l’effetto moltiplicatore che potrebbe produrre una serie di cause analoghe: se altri tribunali imponessero restrizioni al design e agli algoritmi, per Meta aumenterebbero non soltanto i costi legali, ma anche il rischio regolatorio sul cuore del proprio modello pubblicitario. La controversia del New Mexico arriva infatti mentre Meta deve affrontare numerosi procedimenti negli Stati Uniti legati alla tutela dei più giovani e alle caratteristiche dei suoi prodotti. Il caso assume così un valore che supera i confini dello Stato: una sentenza capace di imporre modifiche concrete alle piattaforme potrebbe offrire un precedente importante per altre azioni giudiziarie. Per il gruppo di Zuckerberg la partita si sposta quindi dal terreno delle sanzioni finanziarie a quello, potenzialmente più costoso nel lungo periodo, delle regole sul funzionamento dei social e sulla capacità di conciliare crescita, pubblicità e sicurezza.
Meta, maxi conto da 942 milioni per la sicurezza dei minori: il giudice impone nuove regole a Facebook e Instagram
Nel mirino algoritmi, sistemi di raccomandazione e strumenti capaci di aumentare il tempo trascorso sulle piattaforme











