Un’altra batosta contro Facebook e Instagram per non aver tutelato la salute dei minori. Il 6 agosto il tribunale del New Mexico ha imposto a Meta (la casa madre dei due social network) il pagamento di un risarcimento da 567 milioni di dollari (circa 492 milioni di euro). Il colosso di Mark Zuckerberg ha annunciato ricorso: “Restiamo fiduciosi nel nostro operato in materia di protezione degli adolescenti online”, ha dichiarato un portavoce.
Già il 24 marzo scorso era arrivata la storica multa in sede civile: una giuria di 12 persone persone comuni, selezionate dagli elenchi della contea, aveva condannato il gigante tecnologico alla sanzione di 375 milioni di dollari. Il conto totale, per Meta, è di quasi un miliardo: 942 milioni di dollari per i danni ai minori. Ma il vero rischio finanziario non sono i soldi, bensì gli obblighi giuridici per correggere il funzionamento delle piattaforme, nel nome della protezione dei ragazzi. Ed è proprio ciò che impone il tribunale: ad esempio, eliminare le notifiche e il conteggio dei “mi piace” per gli utenti non ancora maggiorenni. “Il New Mexico ha aperto la strada in tribunale. Ora altri stati e altri paesi che si trovano ad affrontare la stessa crisi hanno una tabella di marcia da seguire”, ha dichiarto Raul Torrez, il procuratore che ha aperto il caso e sostenuto l’accusa fino alla storica sentenza.











