Oltre 940 milioni di dollari. È quanto deve pagare in tutto Meta in merito all’accusa di aver arrecato danni ai minori. Giovedì 6 agosto un giudice del New Mexico ha ordinato al colosso dei social media di lanciare un nuovo fondo da 567 milioni per misure correttive, cifra che si aggiunge alle sanzioni civili per 375 milioni già disposte a marzo. L’azienda dovrà pertanto adottare specifiche funzionalità come l’impostazione predefinita che nasconde il numero di “Mi piace” sulle foto degli utenti minorenni. «Non siamo d’accordo con la sentenza e faremo ricorso», dichiara Meta all’Afp. «Ci impegniamo a fondo per garantire la sicurezza degli utenti sulle nostre piattaforme e siamo sempre stati trasparenti riguardo alle difficoltà nell'identificare e rimuovere utenti malintenzionati e contenuti dannosi», aggiunge. Quando è cominciata la causa Nel 2023 il procuratore generale del New Mexico, Raul Torrez, ha citato in giudizio Meta, casa madre di Facebook, Instagram e WhatsApp, sostenendo che l’azienda non avesse protetto i minori dai pericoli online. Nel corso delle arringhe finali, il pubblico ministero Linda Singer ha dichiarato alla giuria che gli algoritmi di Meta avevano indirizzato gli adulti verso contenuti pubblicati da utenti adolescenti, mentre l’azienda aveva nascosto i risultati delle indagini interne sui rischi per i giovani.