Prima il "D-Day economico" per isolare l'Iran. Il giorno dopo, il direttore della Cia John Ratcliffe vola a Mosca per una missione riservata. L'agenda dei colloqui non è stata resa pubblica e la guerra in Ucraina è sul tavolo. Ma il tempismo e la scelta di mandare il capo dell'intelligence americana, anziché uno degli inviati impegnati finora nei negoziati sull'Ucraina, indicano che l'Iran potrebbe essere stato uno dei dossier centrali dell’incontro.

D’altronde Washington non ha fatto nulla per mantenere discreto il viaggio. Ratcliffe ha raggiunto Mosca a bordo di un Boeing C-17 Globemaster III dell'aeronautica militare americana, decollato dalla Joint Base Andrews, vicino a Washington, e arrivato all'aeroporto Vnukovo dopo una tappa a Riga. Il volo è stato rapidamente individuato dai siti di tracciamento. Poco dopo è stato avvistato anche un corteo di auto con targhe diplomatiche nella capitale russa. Ratcliffe è rimasto a Mosca per alcune ore prima di ripartire. Secondo i media americani avrebbe incontrato Sergei Naryshkin, direttore dell'Svr, il servizio di intelligence estera russo. Il Cremlino ha confermato contatti "a livello dei servizi speciali", definiti “positivi”. Poi ha precisato che Ratcliffe non ha incontrato Vladimir Putin.