“Intesa Sanpaolo ha presentato oggi alla Consob osservazioni e considerazioni riguardanti criticità emerse da operazioni annunciate dopo il lancio dell’Opas su Monte dei Paschi di Siena“. Con questa anodina comunicazione il primo gruppo bancario italiano, guidato dall’ad Carlo Messina, va ai materassi con Mps e con il suo ad Luigi Lovaglio. “L’iniziativa – spiegano fonti a conoscenza della situazione – è finalizzata a tutelare l’integrità del mercato e la corretta informazione verso tutti gli azionisti e a evidenziare in particolare la necessità del rispetto della normativa vigente con riferimento tra l’altro alla cosiddetta passivity rule“.
Nell’esposto presentato all’autorità di controllo del mercato finanziario contro la doppia mossa di Monte dei Paschi di Siena (Mps) – che consiste nelle offerte di scambio su Banco Bpm e Banca Generali anticipate dal Sole 24 Ore e approvate dal Cda di Rocca Salimbeni il 20 agosto – Intesa Sanpaolo mette dunque al centro l’ipotesi di violazione o elusione della “regola di passività” attraverso l’annuncio anticipato di operazioni straordinarie mirate a contrastare la sua Opas su Mps, l’Offerta pubblica di acquisto e scambio, annunciata il 7 giugno a mercati chiusi. Un’operazione da 30,6 miliardi che darebbe vita a uno dei principali gruppi bancari europei, con oltre 27 milioni di clienti e circa 2mila miliardi di attività finanziarie della clientela. La condotta contestata potrebbe essere l’alterazione del perimetro aziendale di Mps prima del necessario voto assembleare dei soci di Rocca Salimbeni.











