Meglio pagare miliardi con un patteggiamento, che rischiare l’obbligo di dover correggere algoritmo e design dei social network per proteggere la salute mentale dei minori. Parliamo di Meta, la casa madre di Facebook e Instagram, rinviata a giudizio dal tribunale federale della California dopo le denunce firmate dai procuratori generali di 29 Stati americani. Secondo Bloomberg, il gigante fondato e guidato da Mark Zuckerberg valuta la possibilità di un accordo economico. Anzi, la soluzione è già stata discussa con i procuratori generali, secondo quanto riferito da fonti anonime (vicine al dossier) alla testata finanziaria newyorchese. La transazione potrebbe essere conclusa intorno alla metà del procedimento aperto il 18 agosto.
Quattro Stati statunitensi hanno avanzato una richiesta di risarcimento fino a 1.400 miliardi di dollari, per i presunti danni causati ai minori: una cifra senza precedenti. La somma da pagare non è l’unica minaccia incombente sul colosso e neppure la più grave. Il rischio peggiore, secondo gli esperti, è l’obbligo di modificare l’algoritmo, incidendo sul modello di business della più grande macchina pubblicitaria al mondo. Il motivo? Nessuno esclude, in tal caso, il calo del valore delle azioni borsa. Anzi, il prezzo è già sceso anche sull’onda della causa californiana, mentre migliaia di denunce pendono ancora nei tribunali statali statunitensi per i possibili danni ai più giovani. “Il calo del 10 per cento non è un crollo, bensì l’indizio che il mercato chiede certezze”, dice a ilfattoquotidiano.it Alessio Garzone, portfolio manager di Gamma capital markets. “Secondo gli investitori, meglio pagare subito miliardi che correre il rischio di una eventuale condanna”, prosegue l’esperto. Quali sarebbero le possibili conseguenze di un sconfitta in tribunale? “Ad esempio, un obbligo di legge per limitare la pubblicità verso i più giovani. In generale, il pericolo sono le modifiche obbligatorie all’algoritmo e al design dei social network, perché il danno sarebbe grande, duraturo e strutturale, incidendo sul valore delle azioni borsa”.














