Una multa record da 1400 miliardi di dollari potrebbe travolgere Meta, il colosso dei social network Facebook e Instagram, ma anche dell’app di messaggeria istantanea Whatsapp. Il motivo? Mancata tutela dei minori rispetto ai rischi per la loro salute mentale, potenzialmente minacciata dalle piattaforme. La richiesta della sanzione è contenuta in un documento depositato lunedì 6 luglio presso il tribunale della California, firmato da 4 Stati americani: California, Colorado, Kentucky e New Jersey. Una multa “di tale portata non ha precedenti nella storia dell’applicazione delle norme a tutela dei consumatori”, sostiene Meta nelle sue carte consegnate al giudice, secondo quanto riferito dall’agenzia Reuters. “I calcoli stravaganti dei querelanti non hanno alcun fondamento né di fatto né di diritto”, ha rincarato il colosso in un comunicato, aggiungendo che continuerà a difendersi dalle richieste degli Stati. Secondo Reuters, il criterio per calcolare la somma è stato svelato dai 4 Stati durante un’udienza a giugno: basta moltiplicare il numero stimato degli adolescenti danneggiati da Meta per gli importi delle multe, previsti dalla legge statale.

“1.400 miliardi è una cifra ‘negoziale’ e ‘simbolica’, un tetto massimo per la sanzione, anche perché non solo è enorme ma è anche vicina alla capitalizzazione della società in borsa, circa 1.500 miliardi”, dice a ilfattoquotidiano.it Alessio Garzone, portfolio manager di Gamma Capital Markets. “Il rischio più grande non è la multa, neppure da decine di miliardi”, avvisa l’esperto, “bensì i cambiamenti strutturali che potrebbe innescare la sentenza”. Ad esempio? “Limitazioni sulla pubblicità verso minori o restrizioni al targeting, che toccherebbero il modello i business su cui si basa l’intera azienda. Questo significherebbe un freno alla crescita futura, quindi a ripercussioni più serie in borsa“, conclude Garzone.