Un giudice federale ha respinto la richiesta di Meta di archiviare la causa promossa da 29 procuratori generali statali degli Stati Uniti, che accusano Facebook e Instagram di essere state costruite per creare dipendenza nei pi� giovani. La giudice Yvonne Gonzalez Rogers, del tribunale distrettuale federale di Oakland, in California, ha bocciato le richieste dell'azienda su gran parte delle accuse di inganno e pratiche commerciali sleali.

Il verdetto, lungo 38 pagine, non lascia scampo a Meta nemmeno sul fronte della tutela della privacy dei minori. La giudice ha infatti concesso agli stati il giudizio sommario sulla violazione del Children's Online Privacy Protection Act (COPPA), stabilendo che l'azienda non ha rispettato gli obblighi di notifica e di consenso parentale richiesti dalla legge federale prima di raccogliere i dati di utenti sotto i 13 anni.

Restano invece aperte, e finiranno davanti a una giuria, le questioni pi� delicate del caso: se le due piattaforme siano state effettivamente progettate per generare un uso compulsivo, se Meta abbia negato pubblicamente questa circostanza pur conoscendola internamente, e se i social network fossero anche solo "parzialmente" rivolti a un pubblico di minorenni. Il processo su queste accuse specifiche, relative alle cause promosse da California, Colorado, Kentucky e New Jersey, � gi� calendarizzato per il 18 agosto.