Vi basterà chiudere gli occhi e immaginare seduto in cattedra un commo vente quanto appassionato Jorge Luis Borges (1899-1986), secondo il quale tutto nasce da una radice onirica, la poesia come tutta la letteraturadi Dario Pregnolatomercoledì 26 agosto 20264' di letturaUna lezione onirica. Vi basterà chiudere gli occhi e immaginare seduto in cattedra un commo vente quanto appassionato Jorge Luis Borges (1899-1986), secondo il quale tutto nasce da una radice onirica, la poesia come tutta la letteratura. Una letteratura che per Borges può essere solo di piacere, di quel piacere letterario, che è anche «l’unico modo di leggere», che corrisponde alla letteratura inglese, «la più ricca del mondo», con un fiore all’occhiello, o quello che Borges chiama «oro antico», la poesia degli anglosassoni.Una poesia sospesa tra epica e cristianità, prodromica a quella che sarà l’amata lingua inglese, così sfumata nella sua doppia radice germanica e latina. Paradossale che il poeta di Buenos Aires cerchi di invogliare studenti di lingua spagnola allo studio della letteratura e lingua inglese? No, sublime, soprattutto se pensiamo che Borges è per definizione, e aggettivo borgesiano, abitatore di due mondi, realtà e finzione, il sentimentale e l’eroico, letteratura e quotidianità e, proprio come la lingua inglese, autentico ponte tra la vecchia Europa e il nuovo mondo, tremendamente attuale la sua immagine di mondo come enigma e labirinto. Ecco, dunque, che assistere ad una lezione di Borges, oltre ad essere un privilegio, è anche un fantastico esercizio.Le sue lezioni sono, infatti, una degna trasposizione delle sue biblioteche fantastiche, d’altronde la vita di Borges è intessuta e scandita dai libri e dall’amore per certi autori, pagine, righe. Perché uno si innamora di una riga, poi di una pagina, poi dell’autore. È un bel modo di procedere. E anche un po’ precursore di un trend attuale, basti pensare alle pagine di aforismi che divampano sui social, che in qualche caso avranno pure fatto riscoprire pagine, libri e autori. Perché più che il criterio cronologico, sono i flash emozionali ad incentivare la curiosità e l’approfondimento, che poi è il compito più nobile che dovrebbe spettare alla scuola.
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