L’AI e il cloud computing non stanno ridisegnando solo l'economia digitale, la vita delle imprese e anche diverse delle nostre attività quotidiane, ma anche la mappa globale dei consumi energetici. Ciò avviene in particolare negli Stati Uniti, dove la vertiginosa espansione dei data center necessari per i supercomputer delle Big Tech ha portato a un aumento strutturale della domanda di elettricità (trend destinato a proseguire nei prossimi anni) che le energie rinnovabili e il nucleare non riescono a soddisfare. Le prime, infatti, per loro natura sono intermittenti; il secondo, invece, vede i mini-reattori (i cosiddetti Smr, Small modular reactor), considerati come la soluzione perfetta per i data center, ancora lontani da una versione definitiva e commercializzabile. Ecco dunque che questo scenario sta riportando in voga, e non poco, le centrali a gas e i produttori di turbine per i cicli combinati, che ormai – a fronte di una domanda che supera ampiamente l’offerta - hanno i propri libri ordini già “pieni” per diversi anni.
Data center e consumi elettrici boom in Usa
I dati parlano chiaro. Secondo S&P Global Energy, la potenza elettrica assorbita dai data center americani è quasi triplicata dal 2020 a oggi, toccando i 64,4 GW. Le proiezioni indicano una traiettoria verticale che porterà la domanda a 183 GW entro il 2030. Non solo: alcuni esperti stimano che entro il 2028 i soli server arriveranno a consumare fino al 12% dell'intera elettricità prodotta negli Stati Uniti. Una vera e propria valanga di consumi, che si alimenta e si ingrossa di mese in mese ma al tempo stesso si scontra con due rilevanti limiti operativi legati alle rinnovabili. Il primo è l’intermittenza: i chip e i sistemi di raffreddamento dell'AI lavorano a ciclo continuo (24 ore su 24, 7 giorni su 7) e richiedono un carico di base stabile, continuo e per questo indifferente alle variabili meteo. Il secondo sono i ritardi delle reti elettriche: i tempi di connessione alle infrastrutture pubbliche in Usa sono saturi, tra burocrazia e tempi di allacciamento spesso si perdono più di cinque anni. Da qui nasce la contromossa dei giganti del tech, che – in attesa del nucleare di nuova generazione – puntano su impianti a gas naturale costruiti direttamente all'interno del perimetro dei campus dei data center o a ridosso di essi. Un rapporto del Global Energy Monitor evidenzia come i progetti legati a nuove infrastrutture elettriche a gas negli Stati Uniti siano aumentati di quasi 25 volte negli ultimi due anni, trainati dalle necessità dei server della Silicon Valley.









