La rapida crescita dei data center rende la domanda di energia più elevata, ma soprattutto più incerta e difficile da prevedere, mettendo sotto pressione la pianificazione delle reti e gli investimenti necessari a sostenerla.

A lanciare l’allarme è il nuovo rapporto del Capgemini Research Institute, “AI meets the grid: shaping the data center power play”, realizzato intervistando 612 dirigenti del settore elettrico e 175 responsabili di grandi operatori di data center in 21 Paesi. Lo studio fotografa un sistema energetico alle prese con carichi sempre più dinamici, alimentati dall’espansione dell'intelligenza artificiale.

Più della crescita dei consumi, a preoccupare è l'incertezza. Il 77% delle utility dichiara di avere difficoltà a prevedere con precisione la domanda futura, mentre il 68% teme possibili carenze di capacità perché l'espansione dei data center procede più rapidamente dello sviluppo delle infrastrutture energetiche.

A rendere ancora più complessa la pianificazione contribuiscono le cosiddette “richieste fantasma” di connessione. Il 67% dei dirigenti del settore elettrico segnala infatti che una parte delle richieste avanzate dai data center non si traduce nella realizzazione effettiva dei progetti. Secondo il report, circa il 19% delle richieste di connessione non si concretizza, rendendo difficile stabilire dove e quando investire nella rete e aumentando il rischio sia di sovradimensionare sia di sottodimensionare le infrastrutture.